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Siamo fatti di energia

(saggio filosofia, breve - per tutti)
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35 visite dal 03/04/2022, l'ultima: 1 mese fa.
10 recensioni o commenti ricevuti
Autore di quest'opera:
avatar di Giancarlo Rizzo
nwGiancarlo Rizzo
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Descrizione: È comune pensare che le cose succedano anche se noi non le conosciamo. La realtà è oggettiva, esiste senza la necessità del nostro intervento. Sappiamo che quando non ci saremo più, la terra continuerà a girare nel cosmo infinito. Ma ne siamo sicuri?


Siamo fatti di energia
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Elenco Tag dell'opera:
#chimica(3)    #energia(15)    #scienza(6)    #cellula(4)



Recensioni: 10 di visitatori, 14 totali.
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recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
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Recensione o commento # 1, data 17:58:56, 03/04/2022
Per esempio io vorrei sapere se l'essere consapevole di una certa cosa, modifica quella cosa o modifica solamente me stesso.

Bella domanda, vero?

Si.

Allora, essere consapevoli di se stessi, oggettivamente, apre un universo di pensiero e domanda pressoché infinito…

Quello che però dobbiamo aver chiaro, almeno secondo il mio pensiero, è che noi possiamo avere consapevolezza di noi stessi o intuizione, solo di quello che riguarda il nostro sapere di essere, quindi la risposta a mio avviso è si, ma solo se quella cosa riguarda il tuo sapere di essere. Mi spiego.

Noi possiamo comprendere il creato, fauna, flora, universo, ma non possiamo comprendere "l'essere del creato". In realtà, come ben sappiamo, non possiamo, allo stesso modo del creato circostante (fauna, flora, ecc.), comprendere il nostro stesso essere come creato. Però possiamo comprendere (intuire), noi stessi per quello che siamo e per come siamo, non in rapporto all'essere, ma in rapporto alla nostra consapevolezza di essere.

Quindi aver consapevolezza del tuo essere ti porta ad indagare la tua stessa consapevolezza, che più arriva in profondità, più cambia e approfondisce la tua consapevolezza stessa di essere, quindi cambia anche il rapporto del tuo sapere di essere in divenire, applicato e in relazione ad ogni possibile contesto.

Esempio stupido per far capire il concetto:

Tu guardi una pianta e vedi una pianta.
Tu capisci e comprendi di essere vivo.
Tu guardi una pianta, ma adesso quella
pianta, per te, non è più solo una pianta,
ma è a suo modo, viva come lo sei tu,
ma se è viva prova dolore? (una domanda a caso)

Quindi la tua consapevolezza di te stesso, oltre a portare ad indagare il più possibile te stesso, ti porta automaticamente ad indagare anche il resto in relazione alla sempre più profonda comprensione di te. In questo senso quindi si, se cambia il modo di vedere e percepire il circostante, in maniera completamente differente da prima, cambia anche tuttala percezione che hai di esso



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nwGiancarlo Rizzo
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risposta dell'autore, data 21:31:05, 03/04/2022
Se indagare significa aumentare l'esperienza e la sua memoria e quindi la capacità di comprendere è ovvio che la consapevolezza delle nuove caratteristiche comprende la mia stessa modifica.
Ma al di là dell'ovvio, come può nascere la consapevolezza del Sé?



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nwGabriele Pecci
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Recensione o commento # 2, data 21:45:34, 03/04/2022
Qui siamo già oltre il concesso e dovuto a mio sentire, questa ripeto a te può sembrare una via semplice d'uscita dal "problema" ma se così fosse ti chiedo riusciresti in tutta onestà e piena sincerità con te stesso, con quello che comprendi o intuisci di te stesso, a comprendere e sentire di non avere bisogno di questa risposta?

Comunque la consapevolezza di se è qualcosa che noi abbiamo e comprendiamo per intuizione e deduzione del nostro stesso sentire e pensare, ma senza poter conoscere o avere risposte date, questo perché come già detto abbiamo un IO di di base, ma esso si espande e forma quando iniziamo a comprendere le emozioni, prima di esso non abbiamo né possiamo avere memoria. La risposta dal primo vagito (o anche da prima di nascere) è in noi, ma se è registrata lo può essere solo a livello inconscio. Quindi a noi inaccessibile.



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nwGabriele Pecci
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Recensione o commento # 3, data 22:19:54, 03/04/2022
Per deduzione ipotetica ti potrei dare come risposta solo che partendo da Tutto, quando si forma questa bolla, il contatto di Tutto con noi, con il perimetro di questa bolla, ci lascia questa nostra comprensione, che quindi viene registrata a livello sub atomico dalle cellule, che poi diventano tessuto cellulare, corpo, nasciamo, e infine da questo Io di base sviluppiamo l'IO vero e proprio, chi più chi meno. Questo però è uguale a dire che è la volontà di Tutto stesso che decide questo, quindi si entra già in un discorso di fede, dove in realtà non serve nemmeno darsi una risposta se si sente una vera e sincera fede in questo.

E tu mi chiederai quando è avvenuto questo contatto?

E io ti dirò :

Ipotesi uno

Tutto ha dato il via al primo uomo così come lo conosciamo (convince molto poco anche me ora, sa troppo di libro)

Ipotesi 2

Tutto ha soffiato l'universo (big bang)
Dentro l'universo era già inscritto che si sarebbero formate le varie galassie, sistemi solari, pianeti, la terra, l'evoluzione della flora, fauna, le scimmie antropomorfe, l'uomo. Quindi la nostra consapevolezza di sé era già inscritta nella nostra creazione evolutiva così come la conosciamo, cioè tutto ha perfettamente senso, anche senza il nostro giudizio o comprensione dei perché. (molto più verosimile)

In entrambe le ipotesi

A devi credere in Tutto per accettare questo,
quindi ha poca importanza poi a quale delle due ipotesi si crede, sia che scoppi la nostra bolla oppure quella dell'universo dove noi siamo materia e quindi energia, il risultato è lo stesso, prima o poi si torna a essere Tutto.

B non hai una risposta al perché abbiamo consapevolezza, se non quella che siamo l'opera d'arte di Tutto.



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nwGabriele Pecci
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Recensione o commento # 4, data 22:51:37, 03/04/2022
In pratica la consapevolezza di sé è parte di quel lascito spirituale, di quel soffio, l'essenza che sarebbe poi arrivata a noi, lasciata dentro l'energia, diventata universo, diventata materia, diventata cellula, diventata con l'evoluzione uomo, diventata tutti noi, diventata IO, diventata mente, diventata pensiero, diventata ragione, diventata logica, diventata comprensione di sé base, diventata comprensione di sé alta, diventata intuizione, diventata accettazzione (intuizione sincera della volontà o esistenza di Tutto, quindi comprensione dei propri limiti e accettazione di essi), chiusura del cerchio.

Come si può indagare questo? Non si può, si può intuire però grazie proprio alla profonda comprensione di se stessi, essendo la consapevolezza di sé, parte stessa della nostra areaa, della nostra bolla, della nostra vita. Ma se essa viene lasciata dallo spirito, lo spirito poi, l'essenza, l'anima non è qualcosa dentro di noi, ma solo il lascito che tocca la nostra intuizione di questo soffio, difatti è inindagabile, cioè sappiamo che c'è, ne comprendiamo i fattori in essere, ma non l'essere stesso, essendo quello fuori di noi. Altrimenti sapremmo anche il come e il perché succede questo.

E se questo fosse vero dimostrerebbe che questa sia per forza una emanazione di volontà, se no la consapevolezza di sé l'avrebbe tutto il creato, essendo originato dallo stesso soffio, diventato energia e quindi materia in ogni sua diversa forma, mentre sappiamo per certo che non è così, solo noi abbiamo questa consapevolezza. Quindi a prescindere dal come e tantomeno perché, che nessuno quindi può minimamente sapere, sappiamo per certo solo che ci è arrivata e ci è arrivata sapendo già che non avremmo potuto conoscerla, ma solo intuirne i fattori in essere. Se non è una volontà questa non so…



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nwGiancarlo Rizzo
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risposta dell'autore, data 15:45:32, 04/04/2022
Il senso della mia domanda era più semplice.
Se la mia consapevolezza dipende dalle mie convinzioni, significa che la realtà soggettiva si modifica al cambiare di quelle.
La mia realtà, ovvero la realtà che esiste fuori di me e che io comprendo, è modificabile dal mio cambiamento. Ovvero sono io che creo e cambio la mia realtà. Ovvio.
Ciascuno ha la sua realtà e la propria consapevolezza. Nessuno può interferire direttamente con questa: non è condivisibile. Ma sappiamo che possiamo descriverla e capire che abbiamo le stesse configurazioni.
Io sono solo io e la mia realtà è solo mia. Io sono consapevole di me stesso ma anche di quello che mi circonda: ne comprendo il significato e mi ci adatto e in questo assecondo la mia evoluzione.
Quindi la risposta è sì, perché prima di ciascun uomo esiste il suo Essere che decide di dare vita all'aggregazione di particelle della materia esistente e ne crea la realtà che ad un certo punto dell'evoluzione verrà riconosciuta dalla mente dell'Io nella situazione di consapevolezza. È il mio Essere che ha configurato in un nuovo individuo le prime particelle di energia infondendogli tutto il progetto evolutivo.
Il mio Essere è un campo di energia e in questo campo si forma un nuovo individuo: l'Io.



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nwGabriele Pecci
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Recensione o commento # 5, data 16:48:39, 04/04/2022
Si ma dove ci tocca questo essere, noi ci creiamo e formiamo grazie e per mezzo della riproduzione, quindi l'energia di cui tu parli non può toccarci singolarmente nel nostro divenire uomini vivi. Per questo dico che lo spirito o l'anima non ci appartiene, perché oltre a non poterla comprendere in nessun modo, tutto deve essere partito a monte prima del venire dell'uomo stesso. Altrimenti sarebbe come dire che ogni volta, prima che nasca qualcuno, il tocco del proprio essere arriva o sia nella fecondazione stessa.



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Recensione o commento # 6, data 17:41:44, 04/04/2022
Prima, fino a pochissimo tempo fa, la sentivo anche io così, in maniera molto simile al concetto da te ora espresso, stesso concetto in fondo poi espresso a mio modo, più e più volte qui sul sito. Poi ho compreso che forse il crederci speciali, cioè che il mio stesso essere fosse in qualche modo unico già in partenza, già prima della nascita, che fosse inscritto in esso in qualche modo il mio stesso divenire e poi grazie e in base alla mia vita essere diventato a mia volta quello che sono ora, forse anche questo è solo illusione, solo un'altra forma egoistica del mio stesso pensiero di fondo. Non credo più al concetto di anima, non credo più di aver ricevuto dentro di me parte di questa essenza. L'essenza può essere solo al di fuori di me e di tutto questo, al di fuori delle mie cellule e dei miei stessi atomi che le compongono. Io sono l' espressione di Dio e più vicina a Dio, proprio perché possiedo comprensione di me, ma non di Dio stesso, quindi non posso avere nessuno spirito in me. Io non posso esprimere Dio perché non lo comprendo, niente di ciò che io sono è sullo stesso piano di Dio, essendo la mia stessa comprensione limitata solo al mio essere, ma se comprendo me stesso e quello che mi circonda, comprendo quindi e di questo ne sono profondamente convinto che ci deve essere fuori da tutto questo qualcosa da cui tutto è partito. Quindi per me non c'è più una forza singola mia personale che ha agito, dato forma e motivo da cui tutto quello che sono ora è iniziato, energia, anima o spirito che la si voglia chiamare, ma solo un Tutto da cui tutto è partito eoni prima di me, io ne sono solo, consapevole a mia volta, derivata sua espressione.



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Recensione o commento # 7, data 18:42:12, 04/04/2022
Per dirlo in maniera semplice in me non ci può essere niente di mio all'infuori della mia possibile comprensione. Non c'è un "mio essere" che ha deciso, perché se ci fosse, senza poter essere indagato da me stesso, sarebbe esso stesso solo partorito dalla mia mente e dal mio io per riuscire a darmi una "risposta" un avvicinamento alla comprensione di queste cose che so già nei fatti di non poter avere ne comprendere, né col mio io, né con la mia mente. Quindi so già a priori che in ogni caso per quanto si possa avvicinare ad una eventuale risposta soddisfacente alla mia mente, è nei fatti (essendo indimostrabile) comunque sbagliata, perciò essa stessa è solo un "inganno" dell'io. Questo significa che anche la mia consapevolezza non deriva da me, ma era già inscritta nella nostra evoluzione e creazione. Questo perché io comprendo che non la posso indagare come non posso indagare Tutto. So solo che c'è, come so che c'è Tutto. Quello che noi facciamo sono solo esercizi di logica pensiero, sono deduzioni derivate dalle nostre forse giuste a nostro modo intuizioni, ma noi in fondo non sappiamo niente se non quello che intuiamo, ma l'intuizione stessa non porta a nessuna reale risposta (su questi temi), solo a nuove continue domande, oppure nel mio caso, ad accettare di non poter sapere, ma solo intuire.



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nwGiancarlo Rizzo
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risposta dell'autore, data 19:35:59, 04/04/2022
"Altrimenti sarebbe come dire che ogni volta, prima che nasca qualcuno, il tocco del proprio essere arriva o sia nella fecondazione stessa".
Esatto.Pare proprio che sia così.



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nwGabriele Pecci
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Recensione o commento # 8, data 20:11:27, 04/04/2022
Provalo, altrimenti abbiamo la stessa possibilità di avere ragione entrambi.

Io dico che è stata già inscritta nel nostro essere e divenire, in tutti noi (nell'arco della nostra evoluzione, come volontà stessa da parte di Tutto) una volta poi raggiunta la nostra completa evoluzione in quello che siamo ora, quindi essa stessa è voluta volontà di Tutto già a monte, a partire già dall'inizio del creato stesso. Quindi già inscritta in noi e tramandata poi di generazione in generazione, ma questo tocco è venuto eoni prima del nostro concepimento individuale, per questo è completamente inindagabile al mio comprendere. Anche la mia segue una sua logica tanto quanto la tua, io la avverto, ma so che non la posso comprendere (quando, come, dove e perché), quindi non può essere avvenuta a partire dal mio essere (concepimento ), in divenire poi il mio io (mi riferisco sempre alla consapevolezza di se stessi).

Tu invece, togliendo dall'equazione, la voluta volontà di Tutto, considerandolo quindi parte stessa della tua realtà, essendo a tuo modo di vedere solo energia, pensi invece che questo processo avviene singolarmente ogni volta che noi stessi concepiamo, quindi tu la avverti, non la puoi comunque comprendere (né farti una ragione di questo, nel non poterla comprendere, sperando quindi in una eventuale futura risposta da parte dell'uomo stesso), quindi credi comunque che avvenga dentro di te.

Nei fatti ora, hanno esattamente le stesse possibilità di essere vere solo una di esse, od essere entrambe, in parte vere.

Questo perché non lo sapremo mai non potendolo indagare.

Ergo sono esercizi di logica pensiero, derivate da intuizioni, derivate da un profondo comprendere se stessi ognuno nel suo diverso giusto e verissimo per lui sentire. Ma non sono per tutti questi motivi verità comprovate e quindi dimostrabili, "solo" (si fa per dire, essendoci voluti anni per arrivarci) intuizioni.



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nwGabriele Pecci
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Recensione o commento # 9, data 21:30:09, 04/04/2022
In parte per arrivare a comprendere le nostre stesse intuizioni e accettarle dentro di noi come verità (non assolute, ma entrambe in essere e divenire) abbiamo dovuto riconoscere l'un l'altro parte di ragione. Io ho lasciato indietro lungo la mia strada tutto il mio sentire i libri come "parola espressa di Dio", fino ad arrivare a comprendere in me di non possedere neanche un anima propria, ma essere solo espressione stessa e derivata di questo Tutto. Tu d'altro canto hai dovuto comprendere ed ammettere almeno in parte che ad ogni modo è presente per forza di cose in noi stessi (nella tua visione) un qualche tipo di energia a noi inspiegabile, questo per avere comunque un qualche senso compiuto. Quindi alla fine, stringi stringi, se si va all'osso, non la vediamo ne sentiamo così diversa la questione. Cambiano solo i punti di vista, di questi due semplici "matti", quisquiglie di fronte a questa energia, se ne farà o ce ne faremo una ragione anche di questo.



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nwGabriele Pecci
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Recensione o commento # 10, data 14:16:23, 05/04/2022
Per comprendere meglio,
Tutto "soffia" la scintilla, l'energia vitale che forma e dà una via all'universo, inscrivendo, conoscendo già il suo stesso futuro divenire, galassie, pianeti ecc.

Tutto sa già che si creerà una terra, mari, vita,

Da questa primordiale vita sa già che nasceranno, piante e animali.

Da questi animali sa già che usciranno tramite evoluzione stessa scimmie antropomorfe, che poi come già era sua volontà iniziale, prenderanno e arriveranno a comprendere di essere coscenti di sé.

Quindi questa che tu chiami "energia cosciente" diciamo, non viene o interviene direttamente in ognuno di noi singolarmente al concepimento, ma è essa stessa frutto di un lunghissimo processo evolutivo, già presente in tutti noi, ma a noi nei fatti incomprensibile, perché non è a livello individuale che avviene o ci tocca, (anima spirito, energia), ma è avvenuta a monte di quello che noi siamo ora, forse quando è stato creato l'universo stesso. In questo modo noi abbiamo comprensione, ma solo di noi stessi, non di Tutto, quindi in realtà non possiamo veramente sapere né dove, come, quando e perché ci è arrivata questa stessa comprensione, ma solo intuire ed ipotizzare, al massimo delle nostre capacità, questa nostra stessa limitata, comprensione del nostro essere, ognuno a suo diverso modo di sentire, cioè la nostra situazione attuale.



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nwGiancarlo Rizzo
$ sostenitore 2022 (2 dal 2021)

risposta dell'autore, data 20:28:02, 05/04/2022
Concludendo Tu dici:
"Per comprendere meglio, chiamiamo Dio, Tutto.
Tutto "soffia" la scintilla dell'energia ( big ben) che forma e dà il via all'Universo, inscrivendo e sapendo già il suo stesso divenire: galassie, pianeti ecc.
Tutto sa già che si creerà una Terra, con i mari, con la vita; da questa terra sa già che nasceranno, piante e animali. Da questi animali sa già che usciranno con l'evoluzione, scimmie antropomorfe, che poi come già era nelle sua volontà iniziale, arriveranno a sapere di essere coscienti di se stessi.
Quindi questa che tu chiami "energia cosciente", non ci viene data singolarmente al concepimento, ma è essa stessa frutto di un processo evolutivo, un progetto, già presente in noi, ma per noi incomprensibile, da quando è stato creato l'universo stesso.
In questo modo noi abbiamo consapevolezza, ma solo di noi stessi, non del Tutto.
Quindi in realtà non possiamo veramente sapere né dove né come né quando né perché ci è arrivata questa stessa consapevolezza, ma solo intuirla e fare ipotesi sulla nostra situazione attuale".

Anche la tua conclusione, che ho ritoccato solo per semplificarla, è logicamente corretta e vale quanto la mia tenendo conto di quello che sappiamo, ma soprattutto tenendo conto di come riusciamo a definire "la nostra condizione attuale", ovvero il modo in cui possiamo ragionare con una logica strettamente condizionata dalla nostra cultura.
E allora io faccio un ragionamento in più, sperando di essere capace a spiegarmi in modo chiaro e convincente. Con questo ragionamento taglio fuori qualsiasi contrapposizione tra le nostre ipotesi rendendole superate entrambe.
Segue saggio "Relatività"





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